Thursday, December 8, 2011
[Pietracupa] Religionis e Superstizionis (10)
[Pietracupa] Religionis e Superstizionis (10)
{Segmento 10 - Start }
ZEN, ARISTOTELE E LAVOISIER
Tutti posseggono una intuizione naturale a predisporre le cose in qualche modo per cui la logica aristotelica fatta di premesse e conclusioni non sono una sorpresa.
D'altra parte tutti coloro che sono europei o di mentalità' "west-ernizzata" la conoscenza dei principi Zen sono una situazione a parte perche' la loro divulgazione sembra essere cominciata solo con la pubblicazione del libretto tradotto in inglese da Watts di Eugen Herrigel
Il piccolo libro " Lo zen e l'arte del tiro con l'arco (Adelphi)", da anni molto letto è forse il più illuminante, il più lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, e implica come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen.
" La freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso il quale acquisisce un grado di concentrazione necessario a creare uno stile di vita che esprima una perfetta serenità mentale".
Succintamente: Autore Eugen Herrigel (1885-1995), filosofo tedesco, ha il merito di aver fatto conoscere in Europa lo Zen. La particolarità del suo percorso è che, attraverso il tiro con l'arco, egli è riuscito a comprendere profondamente tale filosofia.
Celeberrimo è Lo Zen e il tiro con l'arco (1948) che racconta appunto del suo incontro con un maestro giapponese di tiro il quale non solo gli insegnò quest'antica arte tradizionale ma anche a comprendere che il vero bersaglio da colpire è in realtà l'arciere stesso.
Non ci sono riscontri a priori della divulgazione dei principi Zen prima del 1948 per cui Zen risulta' essere una scoperta, per il West, recente e dato il "black-out" storico si potrebbe supporre che i principi Zen non sono stati mai presi in considerazione in questa parte dell'emisfero e considerando tutto l'arco storico che inizia nel mediterraneo dall'Asia Minore sin dai tempi degli Assiro-Babilonesi arriva fino ai nostri giorni.
La logica aristotelica pur potentissima e pur rimanendo di massima importanza critica e "conditio sina qua non" per qualsiaisi intento, la logica aristotelica non accenna a questo comportamento "mentale". E sia Zen che Aristotele poi, in senso piu' universale, vengono entrambi completamente giustificati da Antoine Laurent Lavoisier (1794) il quale indico' quella scienza della perfezione universale della sacralita'.
Zen non e' una religione ma "Zen" e' un principio reale di comportamento per la mente il quale indica che una volta che si assume consapevolmente un'intenzione (la quale implica un obbiettivo da raggiungere), l'intelligenza spirituale/emotiva la si deve necessariamente collocare tra l'intenzione e la meta da raggiungere.
La consapevolezza di questo amore (arte e sacralita' di essa) delega l' intelligenza (posta nel piano logico di Zen) a unire l'intenzione dell'artista con l'esito finale "proposto all'origine". (obbiettivo)
ZEN : DOCUMENTAZIONE - LE MAPPE DI RIFLESSIONE LOGICA
Tra tante altre cose Zen porta all'istantaneita' del compimento per cui in un solo istante l'istante di chiara e serena spiritualita' della mene, la logica creativa (intelligenza), intuita e inspirata porta all'unisoneita' dell' obbiettivo con l'intenzione.
Dopodiche' l'ispirazione, la creativita' e la formulazione dei vari segmenti intermedi che costituiscono le varie premesse e conclusioni (logica aristotelica) prendono luogo in questo spazio logico esistente tra intenzione ed esito finale.
L'amore, la professionalita', la spiritualita' che scaturrisce dall'espansione di questo flusso logico del continuum della concezione artistica, e che i vari segmenti concepiti determinano, sono la manifestazione della sacralita' della mente.
Dunque come "organizzare" l'organizzazione della struttura logica del pezzo in esame (concezione artistica corrente) rimane l'atto lucido della mente che tende ( e deve ) portare in superfice, per cui " rendere visibile" l'intelligenza del metodo, l'intelligenza del processo, l'intelligenza della modalita' visualizzandone la struttura logica con cui il significato viene ad essere (composto) ossia "creato" e realizzato.
L'ispirazione e la creativita' sono elementi emotivi per cui possono concepire mediante emotivita' e sentimento opere artistiche e "sistemi" i quali quando resi concreti nella realta' comportano dei gradi di complessita' di realizzazione. La mancanza di documentazione rende queste opere non gestibili perche' mantenute sensorialmente-emotivamente e fisicamente solo nella mente dell'artista. Per cui in questa complessita', emotiva sensoriale la memoria dell'artista diventa carente.
Zen implica che l'artista stesso deve concepire una struttura logica (inerente alla composizione in oggetto), da visualizzare nella sua interezza per gestirne le parti che costituisco l'intero.
L'abilita' a concepire le strutture logiche che si sopra-impongono in corrispondenza alle rispettive concezioni artistiche; queste architetture (mappe logiche di ragionamento e riflessione) devovo essere essere visualizzate (documentate) per poter accedere al controllo della complessita' di realizzazione delle parti.
Mantenere a mente dei " flash-emotivi ", oppure un' intuizione o idea di una concezione d'arte senza che la si possa gestire nella sua realizzazione delle corrispondenti parti e' un inutile sognare.
La mente "ispirata" deve affrontare il difficile compito di trasformare l'intuizione emotiva sciegliendo il "medium" specifico nella realta'.
Questa conversione sentimento-realta' e' "il cogliere" con precisione la spiritualita' del ruolo delle parti che costituiscono l'arte da realizzare.
Dunque l'arte, essendo sacra e cogliendo questa sacralita' nella sua intelligenza, il compimento dell'arte e' la religione dell'uomo ma Dio nella sua sacralita' e' cio' che l'intelligenza umana capisce di Dio.
[Pietracupa] Religione e Superstizione - {Segmento 10 - End }
continua ###
[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (11)
Segmento 11 - Start }
Per coloro che si accingono ad avere un coinvolgimento con l'amplificazione della intelliggenza
bisogna indicare che insieme al contenuto del libretto di Eugen Herrigel, ben tradotto da Alan W. Watts
il quale rimane utilissimo per un approccio non specifico ma molto generalizzato alla cultura Zen va segnalato l'unico libro esistente nella storia (edizione inglese), il quale spiega pienamente l'esperienza della reale applicazione della semantica.
Questo libro di 500 pagine, molto facili da leggere, dovrebbe essere letto due volte.
La prima volta, come il libretto di Eugen Herrigel solo per introduzione e la seconda lettura dovrebbe
avvenire dopo essere stati partecipi al seminario.
La seconda lettura porta non solo ad una revisione dell'esperienza fatta in classe ma la seconda lettura
della Metodologia Universale rende un controllo totale del curriculum propedeutico trattato
nell'esperienza Zen per cui si diventa istruttori del metodo.
Il titolo del libro e': "Universal Methodology".
il quale comporta 3 sottotitoli:
UNIVERSAL SCIENTIFIC PROGRAMMING CONTROL
HUMAN INTELLIGENCE AMPLIFICATION MANAGEMENT
SCIENCE OF THE COMPOSITION OF THE SIGNIFICANCE (Semantics)
ISBN(10): 0-9769931-0-4
ISBN(13): 978-0-9769931-0-0
LCCN 2005905187 (Library of Congress Control Number)
{Segmento 11 - End } continua ###
[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (12)
{Segmento 12 - Start }
Il costo del libro "Universal Methodology" e' $100 USDA pubblicato in
State College, Pennsylvania - Home of Penn State University.
Il costo della spedizione postale e' aggiuntiva (Fedex, HDL, Aerea o marittima/3a
classe o posta normale e non c'e' sconto per quantita'.
Non sono previste versioni digitali e ne' versioni "pocket-book" con copertina
cartacea.
Il libro viene stampato e rilegato con copertine rigide.
Ulteriori informazioni circa i seminari e publicazioni si possono ottenere usando
il sito:
http://www.personal.psu.edu/rlp188/
oppure usando la casella di posta elettronica della casa editrice:
ce_code_efficiency_inc@verizon.net
oppure contattando l' autore direttamente a :
rlp188@psu.edu
{Segmento 12 - End }
Subscribe to:
Comments (Atom)